Un iter terapeutico personalizzato e dinamico

 

15 ottobre 2018

in I consigli del dentista, Le cose giuste

Un grande personaggio del passato disse: “È insano pensare di avere risultati diversi facendo sempre le stesse cose!”
Era Albert Einstein a parlare così e la sua affermazione funziona ovunque, anche in ambito medico e odontoiatrico.
E questo è uno dei principi che guidano me ed i miei collaboratori nella quotidiana cura delle persone in Faggian Clinic.

Mi spiego meglio: se una persona è affetta da carie non è risolutivo curare la carie con una nuova e bella otturazione, perché quell’otturazione è una riparazione estetica-funzionale della manifestazione finale della malattia cariosa, cioè del “buco” nel dente e non della malattia carie nel senso più ampio del termine. Questa in realtà continuerebbe a progredire nella bocca del paziente a dispetto dell’otturazione, perché i fattori di rischio della sua insorgenza non sono stati riconosciuti ed eliminati o almeno ridotti.

Altrettanto vero è che se voglio curare una persona affetta da malattia parodontale, non è risolutivo della malattia fare le pulizie professionali sottogengivali, ma creare un sistema di igiene orale domiciliare così efficiente da impedire alla placca che giornalmente si forma di ritornare a colonizzare il solco gengivale.

L’importanza di una diagnosi odontoiatrica accurata

Si capisce quindi che il primo passaggio fondamentale nell’iniziare un percorso terapeutico di una persona affetta da problemi odontoiatrici è – come in tutte le specializzazioni mediche – una diagnosi accurata che richiede del tempo adeguato e degli esami strumentali accurati quali: radiografie molto definite, una scheda parodontale scritta ben dettagliata comprendente non solo i sondaggi ma anche gli indici di placca, di sanguinamento e le eventuali lesioni forcali presenti, immagini fotografiche intra ed extra orali ed una check list che certifichi la raccolta di tutti i dati importanti.

Oltre a questo se una persona è affetta da carie è indispensabile andare a capire quali sono le condizioni biochimiche che portano i denti a cariarsi, utilizzando dei tests salivari e batterici che ci fanno capire se ad esempio la saliva viene prodotta in quantità sufficiente o insufficiente, se è acida o no, se possiede una capacità tampone appropriata cioè quella capacità di riportare il pH dell’ambiente orale a 7 dopo aver mangiato cibi acidi, se sono presenti in bocca dei batteri che sono responsabili della distruzione dei denti, etc.

Le linee guida per una terapia efficace

Da tutto ciò finora esposto, si intuisce facilmente che tutti questi dati sono impossibili ad ottenersi già da una prima visita per quanto accurata e lunga possa essere, lo confermano le linee guida scientifiche delle più prestigiose accademie odontoiatriche del mondo le quali hanno definito che l’iter terapeutico ideale deve essere così strutturato:

  • RACCOLTA DATI E PRIMA VISITA
  • PIANO DI TRATTAMENTO PRELIMINARE in cui viene approfondita la raccolta dati ed in cui si curano le patologie più importanti ed urgenti per portare la bocca ad un primo livello di salute generale e funzionale
  • RIVALUTAZIONE PRELIMINARE, in cui si vanno a verificare 3 aspetti fondamentali:
    1) se l’organismo del paziente ha risposto in modo corretto alle terapie iniziali mirate a sconfiggere la malattia cariosa e/o la malattia parodontale
    2) se il paziente ha capito l’importanza del suo operato a casa per modificare quelle abitudini scorrette che erano state causa dell’insorgenza delle carie e/o della parodontite
    3) se il lavoro eseguito dagli operatori ha rispecchiato quanto era stato pianificato sia in termini di qualità che di quantità
  • PIANO DI TRATTAMENTO DEFINITIVO che basandosi sui risultati ottenuti dalla rivalutazione preliminare consente la eliminazione definitiva di tutti i danni rilevati in bocca alla prima visita, così da consentire una prognosi eccellente a lungo termine
  • RIVALUTAZIONE FINALE in cui si verifica che quanto è stato eseguito corrisponda a quanto pianificato nel piano di trattamento definitivo sia in termini di qualità che di quantità
  • FINALIZZAZIONE PROTESICA DEFINITIVA (se necessaria), in cui si ricrea definitivamente la perfetta efficienza masticatoria, in armonia con una buona fonetica ed una estetica piacevole.
  • TERAPIA DI SUPPORTO PROFESSIONALE, in cui degli igienisti vanno a controllare periodicamente se il paziente a casa continua a mantenere efficiente il sistema trovato a suo tempo nel piano di trattamento preliminare, di eliminazione delle cause che portarono la bocca ad ammalarsi di carie e/o di malattia parodontale
  • VISITA DI CONTROLLO ANNUALE con il parodontologo e/o il protesista che hanno seguito il paziente nel suo percorso terapeutico.

Verifiche e rivalutazioni: aggiornare al piano di trattamento

Da quanto detto sopra, è chiaro che le fasi di rivalutazione ed in special modo quella preliminare guidano il medico nella costruzione del piano di trattamento definitivo.

Se per esempio il paziente dimostra di non voler cambiare le sue cattive abitudini o non si riesce a cambiare la situazione biochimica che ha portato i denti alla carie, è impensabile pianificare nel piano di trattamento definitivo delle ricostruzioni dentali con intarsi in ceramica, in quanto è vero che questi manufatti hanno una eccezionale durata nel tempo con indice di successo del 97% a 15 anni dall’incollaggio, ma se il dente su cui sono incollati continuerà a cariarsi nel tempo, renderà vana la terapia.
Ecco allora la scelta terapeutica personalizzata alternativa di eseguire delle semplici ed economiche otturazioni in composito che hanno un indice di successo del 50% a 5 anni, ma che sono in linea con una bocca in cui la carie continuerà a formarsi in ogni caso.

Un altro esempio altrettanto importante è quello nel quale alla rivalutazione preliminare un paziente affetto da parodontite dimostra poca collaborazione nell’eseguire a casa tutte quelle manovre indispensabili per rimuovere completamente la placca batterica che quotidianamente si forma oppure decide di non smettere di fumare (prima concausa aggravante la parodontite dopo le due cause principali che sono la predisposizione genetica e la placca batterica) ebbene, in un caso come questo è impensabile mettere degli impianti in titanio per sostituire i denti mancanti, in quanto la perimplantite (la parodontite attorno agli impianti) attaccherebbe gli impianti in modo ancora più grave e rapido di quanto si verifica sui denti.

Il “Lean Thinking” applicato alla terapia

Concludendo, il ragionamento clinico-biologico fin qui esposto ricalca alla perfezione quanto la filosofia aziendale del “Lean Thinking” insegna per avere una efficiente gestione dei processi; utilizzando proprio le strategie tecniche di questa filosofia del processo produttivo snello, si può dire che dopo una attenta e scrupolosa fase di diagnosi che guida il medico sulla giusta strada della terapia iniziale, il trattamento prosegue con continui “cicli PDCA” in cui:
P = Plan
D = Do
C = Check
A = Adjust

Il medico quindi dopo aver Pianificato (P) un piano di trattamento, lo esegue (D), verifica (V) se i risultati di ciò che ha fatto sono in linea con quanto aveva pianificato, ed infine aggiusta (A) il suo agire in rapporto all’esito della verifica, continuando sulla strada pianificata se i risultati sono buoni o cambiando strada e trovando altre soluzioni se i risultati non sono buoni o differiscono da quanto pianificato.

Si può ben comprendere quindi come il medico adatta il suo Piano di Trattamento a ciò che l’organismo del paziente ed il paziente stesso (inteso come collaborazione) gli suggeriscono di fare in modo da ottenere il miglior bilancio possibile tra risultato finale – impegno economico – collaborazione.

 

Autore

Allievo dei maggiori esponenti mondiali della Chirurgia Parodontale Classica, della Chirurgia Plastica Mucogengivale, della Chirurgia Implantare Avanzata, della Protesi Parodontale e della Protesi Estetica continua a frequentare numerosi corsi in Italia ed all’estero. Socio SIDP (Società Italiana di Parodontologia), socio EFP (European Federation of Periodontology), socio AIOP (Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica). Ha partecipato in qualità di relatore a congressi Nazionali di Protesi e Parodontologia.