Il trauma dentale nei bambini

28 settembre 2017

in I consigli del dentista

Il trauma dentario è sempre un evento improvviso ed inaspettato che spesso richiede una terapia d’urgenza.
Ad oggi riscontriamo che il 40% delle prime visite odontoiatriche per i bambini avvengono in occasione di trauma, il che non è certo la situazione ideale, perché intervenire senza aver fatto delle sedute di avvicinamento e conoscenza in un bambino dolorante e scosso dal trauma è decisamente complicato ed emotivamente impegnativo (quindi, tra le righe, vi esorto a portare i bambini a conoscere la figura del pedodonzista da piccolissimi).

I traumi dentali in dentatura decidua sono frequenti e spesso sottostimati, ma vorrei sottolineare che costituiscono una delle poche VERE urgenze in odontoiatria perché il fattore TEMPO gioca un ruolo importantissimo nella gestione delle conseguenze dell’accaduto.

Prevedere con buona dose di certezza gli esiti delle lesioni e delle terapie non sempre è possibile, ma sappiamo che il trattamento tempestivo aumenta le probabilità di limitare ulteriori complicazioni a quelle che il trauma in sé abbia già creato al momento stesso in cui si è verificato.
A seconda della tipologia di trauma/danno possono essere chiamate in gioco competenze di tipo conservativo (vale a dire di restauro del dente), endodontico (trattamento della polpa dentaria), protesico (restauro mediante manufatti di laboratorio – per i denti permanenti), chirurgico, ortodontico e medico legale.

Esistono delle condizioni predisponenti che aumentano la probabilità che si verifichino dei traumi, alcuni legati alla sfera orale, come la sporgenza accentuata degli incisivi che può essere dovuta ad una forma alterata della base ossea genetica o da abitudini viziate (respirazione orale, deglutizione disfunzionale, succhiamento intenso e prolungato), altri legati alla vita del bambino, come il periodo di apprendimento della posizione eretta, della deambulazione, lo svolgimento di attività ludico-ricreative e sportive.

A seconda dell’intensità/velocità, della direzione e della resilienza e della forma dell’oggetto del trauma (muro, pallone, manubrio della bicicletta, testa di un altro bambino, ecc) la tipologia dell’esito varia ed è molto importante riferire all’odontoiatra l’esatta dinamica dei fatti.

Alcuni traumi dei denti decidui possono coinvolgere nel danno anche i denti permanenti sottostanti non ancora erotti, e questo dipende sostanzialmente dalla tipologia di trauma, dallo stadio di riassorbimento della radice del dente da latte (quindi dallo stadio dentale in cui si trova il bambino) e da come viene gestito.

Come gestire i traumi dentali?

La gestione del trauma deve seguire un protocollo molto rigido di controlli periodici nel tempo, non solo per monitorare le condizioni di salute del o dei denti da latte coinvolti ma anche per poter documentare e valutare l’eventuale lesione/conseguenza che può manifestare il dente permanente all’eruzione (notare bene che nei casi più sfortunati ci possono essere delle modificazioni di forma del dente permanete che si sta sviluppando, a causa dell’impatto con la radice del dente da latte, che gli impediscono addirittura di seguire il normale percorso di eruzione per cui rimangono bloccati dentro l’osso).

Spesso fino a che non erompe il dente definitivo non è possibile stabilire con esattezza quali conseguenze possa aver subìto lo stesso però l’attenta osservazione del protocollo di gestione dei traumi aiuta a prevenire l’aggravarsi della prognosi.
Qualunque sia il tipo di trauma incorso, è importantissimo recarsi subito dall’odontoiatra e ottenere le informazioni sulla dinamica dell’evento.

Esiste un modo di fare prevenzione? Sì esiste, e consiste nell’INFORMAZIONE, nella CORREZIONE DELLE ABITUDINI VIZIATE che possono portare ad anomalie anatomiche che predispongono alla protrusione dentale e nella CORREZIONE DELLE PROTRUSIONI DENTALI per ripristinare la protezione che le labbra competenti (vale a dire che riescono a riposo a stare chiuse senza sforzo) svolgono nei confronti dei denti anteriori.

Autore

Laureata con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Padova nel 2012. Conseguito Master di II livello in Sedazione ed Emergenze in Odontoiatria presso l’Università degli Studi di Padova sotto la guida del Prof. G. Manani e del Prof. E. Facco. Presso la stessa Università collabora con il Prof. E. Facco in materia anestesiologica e con il Prof. S. Mazzoleni in ambito pedodontico.
Dal 2011 svolge attività di Pedodonzia presso il reparto di Pedodonzia dell’Ospedale S. Giacomo di Castelfranco Veneto.