Che cos’è il test di carierecettività e a cosa serve?

18 Maggio 2017

in Nuove tecnologie

Per cariorecettività si intende la suscettibilità o meglio la facilità di un individuo ad essere affetto da carie.

Il test di cariorecettività è, in sintesi, un test in cui la raccolta di dati anamnestici viene integrata con dati di laboratorio ( test salivari )  permettendo così di individuare i pazienti più a rischio di sviluppare la malattia cariosa e in ultima analisi  la possibilità di attuare una efficace e personalizzata strategia preventiva verso questa patologia dentale.

Questo test rappresenta uno strumento innovativo nella prevenzione della malattia cariosa.

Tradizionalmente in odontoiatria l’approccio nei confronti della carie è quello di diagnosticarne la presenza e trattare gli esiti del processo carioso: i danni estetici e funzionali con la terapia conservativa, e i danni della polpa con la terapia endodontica  senza però agire a livello preventivo così che il paziente resta con la medesima possibilità di riammalarsi di carie in un futuro più o meno breve.  Al contrario l’approccio moderno mira alla gestione della carie attraverso l’inquadramento e l’analisi dei fattori di rischio responsabili – in quel dato paziente – della sua insorgenza. Parliamo in questi termini di una reale odontoiatria preventiva rispetto ad una odontoiatria ricostruttiva che, quest’ultima, per quanto eseguita in maniera eccelsa non potrà comunque scongiurare la manifestazione di altre carie se permane la condizione di cariorecettività del paziente.  Oggi, avvalendosi di nuovi test diagnostici tra i quali appunto il test di cariorecettività, possiamo offrire ai nostri pazienti una opportunità di miglior cura facendo una efficace prevenzione della malattia cariosa cercando di contrastare la sua insorgenza!

La carie è una malattia batterica multifattoriale trasmissibile. Il test di cariorecettività permette di analizzare qualitativamente e quantitativamente i fattori che favoriscono e quelli invece che proteggono dal processo cariogeno e capire su quali sia necessario agire.

I fattori che concorrono a sviluppare la carie sono molteplici, alla base ci sono i batteri acidogeni che interagiscono con i carboidrati fermentabili introdotti con la dieta e con i fattori legati all’ospite.

I parametri che vengono analizzati dal test di cariorecettività sono:

  • Batteri acidogeni, la loro predominanza nella flora batterica orale (placca) rappresenta il pre-requisito senza il quale non è possibile l’instaurarsi della patologia. La componente batterica della placca viene valutata attraverso l’uso di terreni di coltura selettivi eseguiti su un campione di saliva e questo test ci permette di fare un’analisi quantitativa dei batteri cariogeni.
  • Abitudini alimentari sono di fondamentale importanza, infatti, la scelta dei cibi e la frequenza nell’assunzione di cibi e bevande ricche di zuccheri, nutrienti indispensabili ai batteri per vivere e riprodursi.
  • Qualità dell’ igiene orale attraverso la colorazione con il rilevatore di placca è possibile fare una valutazione qualitativa e quantitativa della placca batterica.
  • Il livello di acidità (pH) della saliva subisce delle variazioni a causa dell’assunzione di cibi e bevande e dovrebbe restare nell’intervallo di neutralità per evitare la demineralizzazione dello smalto, cioè la perdita di sostanza minerale, e inibire lo sviluppo delle specie batteriche che vivono bene in ambiente acido, proprio come i batteri cariogeni.
  • Flusso di saliva a riposo e stimolata che ha un’importante ruolo di detersione e possiede proprietà antibatteriche.
  • Consistenza della saliva acquosa o vischiosa.
  • Potere tampone della saliva , cioè la capacità di neutralizzare gli acidi che vengono introdotti con l’alimentazione (cibi e bevande) e gli acidi prodotti dai batteri della placca, riportando il pH orale da acido a valori di neutralità, quindi non a rischio per la demineralizzazione dello smalto.
  • Esposizione al fluoro che favorisce la remineralizzazione delle superfici dentali e inibisce il processo di demineralizzazione.
  • Cause peggiorative ad esempio patologie, presenza di carie in atto, assunzione di farmaci, apparecchi ortodontici e gravidanza.

Lo scopo dei test di carierecettività è fornire al paziente a rischio carie le istruzioni per attuare delle semplici correzioni individuali per rendere il suo ambiente orale il meno possibile cariorecettivo e “mettere in sicurezza” sia i denti, sia i restauri eseguiti dal dentista cosicché possano essere mantenuti nelle migliori condizioni il più a lungo possibile.

Dato che i fattori che determinano la carie sono rapidamente soggetti a modificazioni in relazione alle condizioni di salute generale, all’igiene orale, agli stili di vita, all’alimentazione, all’assunzione di farmaci, alla situazione ormonale etc si deduce che per prevenire efficacemente la carie è raccomandato effettuare regolarmente il test di cariorecettività con una periodicità rapportata al grado di rischio rilevato nel test precedente.

Autore

Laureata con lode in Igiene Dentale presso l’Università degli Studi di Padova.
Ha svolto l’attività di igienista in libera professione presso numerosi ambulatori e cliniche odontoiatriche.
In Faggian Clinic si occupa di igiene dentale.