Osas

I pericoli delle Apnee Ostruttive del Sonno

6 Novembre 2017

in Non solo denti

“Potrebbe essere stato un colpo di sonno la causa dell’incidente che ieri sera…”. Purtroppo un articolo che inizia così era ed è anche oggi all’ordine del giorno. Vite spezzate in un attimo, e il dolore di non poter tornare indietro. Ma oggi nel leggere questi fatti esiste una sostanziale differenza. Un tempo la notizia ci lasciava sgomenti e impotenti, si apprendeva un fatto drammatico con la sensazione di non poter fare niente per evitarlo. Oggi invece sappiamo che molti di questi episodi potrebbero essere evitati perché ne conosciamo la causa.

Esattamente come in una malattia si individua l’agente eziologico, ossia la causa, così negli incidenti stradali legati alla sonnolenza è ormai noto che un ruolo chiave è svolto dall’Osas, la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno. Anche se non tutti i soggetti che soffrono di tale sindrome avvertono il problema della sonnolenza, questo sintomo rappresenta una spia molto importante.

Osas: come agisce e cosa comporta

L’uomo per vivere ha bisogno di ossigeno che si procura attraverso la respirazione. Poiché l’organismo non può permettersi di restare “a corto di ossigeno” esistono dei sistemi di allarme che sono attivi 24 ore su 24 per captare situazioni di ipossiemia.
Mentre dormiamo tutto il corpo riposa, insomma è come in stand by, ma se scatta l’allarme perché a causa di una apnea non è arrivato abbastanza ossigeno, il cervello esce dalla fase di sonno profondo e stimola il cuore a pompare più forte.
Immaginate di essere in procinto di andare a letto, quando improvvisamente scatta l’allarme di casa. Ci alziamo, controlliamo che tutto sia a posto e torniamo a dormire. Dopo un po’, quando stiamo per riaddormentarci, l’allarme scatta un’altra volta. Ci alziamo, controlliamo… e così via per tutta la notte. Questo è esattamente quello che succede con le apnee notturne, spesso senza esserne consapevoli.
L’ossigeno cala e scatta l’allarme, il cervello si sveglia, il cuore pompa più forte e il tutto si ripete nella notte a intervalli più o meno ravvicinati. Il giorno dopo ci alziamo e iniziamo la giornata. La sera successiva andiamo a letto presto perché siamo “un po’ stanchi” sperando di riuscire a riposare, ma, ahimè, il copione si ripete e il giorno successivo siamo degli zombi!

La nuova regolamentazione: negata la patente a chi soffre di OSAS

Oggi siamo consapevoli di questa dinamica e disponiamo anche di mezzi efficaci per affrontarla e poter prevenire molti drammi sulla strada.  

Come è stato già ricordato in un precedente articolo sull’argomento: Apnee notturne e colpi di sonno, anche la legislatura si sta muovendo in questa direzione e il decreto del 22 dicembre 2015 pubblicato a gennaio sulla Gazzetta Ufficiale cita: “La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne, che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte.

Un decreto che non deve restare semplicemente nero su bianco, ma deve essere interiorizzato con responsabilità da chi è affetto da questo disturbo affinché tutti possano correre sulle strade della vita senza nuocere a loro stessi e agli altri.

Autore

Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università di Padova nel 1990, si è in seguito perfezionata in Ortodonzia sotto la guida del Prof. J. Bednar della Boston University e presso la Tweed Foundation.