Trattamento del russamento e dell’OSAS

ecco le fasi della terapia »

Fase 1

Valutazione del paziente attraverso l’anamnesi, la valutazione di specifici “segnali spia” e lo screening con Apnealink

Fase 2

Se il paziente soffre solo di russamento, può essere trattato con un dispositivo di avanzamento mandibolare

Fase 3

Se si sospetta la presenza di OSAS si consulta lo specialista del sonno per stabilire il trattamento più adeguato

Fase 4

Trattamento a seconda delle gravità con: terapia comportamentale/igiene del sonno, calo ponderale, terapia odontoiatrica, dispositivo di avanzamento mandibolare, CPAP o terapia chirurgica (nei casi più gravi)

Fase 5

Controlli periodici
Il RUSSAMENTO è il caratteristico rumore prodotto nel sonno durante gli atti inspiratori, dovuto alla vibrazione dei tessuti molli della faringe (palato, ugola, pareti faringee) per passaggio turbolento dell’aria causato dal loro restringimento. Questo disturbo interessa il 25% della popolazione maschile e il 15% di quella femminile, ma dopo i 40 anni le percentuali salgono rispettivamente a 60% e 40%. Il russamento abituale (tutte le notti da almeno 6 mesi) è il primo sintomo dell’OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno) e spesso già alla prima osservazione il paziente russatore presenta eccessiva sonnolenza diurna, sonno poco riposante e ipertensione arteriosa.
L’APNEA OSTRUTTIVA si manifesta come una pausa respiratoria durante il sonno che interrompe il ritmico rumore del russamento e termina con un fragoroso rumore inspiratorio di “sblocco”. Corrisponde ad una ostruzione delle vie aeree, in genere a livello della faringe, con durata superiore ai 10 secondi che può arrivare fino ai 2 minuti. Ciò provoca una interruzione del flusso aereo inspiratorio, malgrado l’aumentato sforzo respiratorio del paziente. Questa periodica interruzione del respiro (fino a 80-90 volte per ogni ora di sonno) determina una pericolosa riduzione del livello di ossigeno nel sangue e modificazioni del ritmo cardiaco che nel tempo possono determinare la comparsa di gravi patologie cardiovascolari, con un incremento del rischio di infarto del miocardio ed ictus cerebrale.
Si possono avere fino a 600 arresti respiratori in una sola notte. Il cervello, in risposta all’aumento di anidride carbonica, risponde inviando segnali di risveglio per impedire che la persona soffochi; in queste occasioni il soggetto ha un micro risveglio inconsapevole, riapre con sforzo le vie aeree e riprende a respirare. I pazienti affetti da apnea del sonno, nonostante possano presentare centinaia di episodi apneici ogni notte, è improbabile che li ricordino il mattino seguente: per questo motivo si può essere non consapevoli di tale disturbo anche dopo molti anni.

Oltre al russamento rumoroso e all’interruzione del respiro, vi sono numerosi altri sintomi che possono segnalare l’OSAS, la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno:

  • Sintomi relativi all’insonnia: durata del sonno, numero dei risvegli notturni, problemi ad addormentarsi, sonno non riposante, nicturia, poliuria
  • Sintomi relativi alla respirazione durante il sonno: senso di soffocamento, risveglio dovuto a respirazione affannosa, gola secca al risveglio
  • Sintomi relativi a problemi motori: digrignamento dei denti nel sonno, bruxismo, serramento
  • Sintomi conseguenti a una cattiva qualità del sonno: eccessiva sonnolenza diurna, cefalea mattutina, diminuzione della concentrazione, ansia, reflusso esofageo, impotenza, ipertensione
La gravità dell’OSAS è misurata in base al numero di episodi che occorrono in un’ora di sonno, in base all’indice AHI (Apnea–hypopnea index):

  • 0-5 fisiologica
  • 5-15 lieve
  • 15-30 moderata
  • + 30 grave

Per tenere sotto controllo l’OSAS è necessario che la durata del russamento sia inferiore al 20% nell’arco delle ore di sonno (se superiore al 20% è sospetto, mentre superiore al 50% è patologico). Inoltre, gli eventi respiratori patologici (AHI) non devono superare i 5 per ogni ora.

È importante monitorare la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, perché può avere delle gravi conseguenze cardiovascolari.
Molti ipertesi sono tali senza saperlo e spesso lo scoprono durante un controllo medico occasionale. Non a caso gli anglosassoni chiamano l’ipertensione il “killer silenzioso”.

Anche se non è del tutto chiarita la causa dell’ostruzione faringea durante il sonno, sappiamo però che nei pazienti affetti da OSAS, è costantemente presente una ristrettezza delle prime vie aeree (dal naso alla laringe). Nei soggetti obesi, per esempio, l’apnea ostruttiva è favorita dal deposito di grasso attorno alle pareti faringee.

La natura del sonno

Il sonno è lo stato in cui l’organismo recupera l’energia consumata durante le attività giornaliere.
Avere una buona qualità del sonno significa dormire con continuità durante la notte , per poi sentirsi energici e riposati il mattino seguente.
La perdita di sonno è anche chiamata “sleep deprivation”, ossia dormire non a sufficienza a causa di sonni brevi o discontinui. Sia la deprivazione del sonno sia la frammentazione cronica, producono un “debito del sonno”.
 Una persistente riduzione delle ore di sonno può causare problemi sia fisici che mentali perché, quando le ore di sonno perse si accumulano, le funzioni fisiologiche ne risentono. 

Inoltre, sia dormire troppo poco sia troppo a lungo sono abitudini associate ad un più alto rischio di malattie e mortalità:

  • ipertensione
  • aterosclerosi
  • più alto rischio di accidenti cardio e cerebro vascolari (ictus, infarto)
  • obesità
  • diabete
  • depressione
  • incidenti stradali e lavorativi

Apnealink

È un sofisticato dispositivo portatile, delle dimensioni di un telefono cellulare, in grado di registrare il flusso inspiratorio e la saturazione di ossigeno durante il sonno. Tale dispositivo viene fornito ai pazienti con sospetta OSAS, che lo utilizzano per 2 notti.
I parametri registrati vengono poi trasferiti al computer e per mezzo di un software dedicato restituiscono informazioni sulla qualità del sonno del paziente, sulla eventuale presenza e sul numero di pericolose apnee.

L’Apnealink è quindi un efficace dispositivo per lo screening e il rilevamento di:

  • Russamento
  • Limitazione di flusso respiratorio
  • Ipoapnee
  • AHI (Apnea–Hypopnea Index)
  • Frequenza cardiaca (polso)
  • Saturazione basale di ossigeno
  • Desaturazione (ODI, Oxigen Dexaturation Index)

Terapia dell’OSAS

Qualora l’anamnesi e lo screening con l’Apnealink indichino che un paziente potrebbe essere affetto da OSAS, deve essere consultato il Medico specialista del sonno per diagnosticare la patologia e poi procedere al suo trattamento.

Gli obiettivi da raggiungere sono precisi: se il paziente russa, è necessario portare il russamento ad un livello accettabile, cioè inferiore al 20% del tempo del sonno (20 minuti di russamento su 100 minuti di sonno). In caso di apnee, invece, bisogna normalizzare l’indice AHI portandolo al di sotto di 5.

La terapia dell’OSAS può dividersi in diversi approcci:

  • Cognitivo e comportamentale, per fornire al paziente un approccio corretto all’igiene del sonno
  • Calo ponderale (perdita di peso)
  • Chirurgico
  • Meccanico (CPAP, Somnodent)

Somnodent

Il Somnodent è un dispositivo costituito da due mascherine da indossare direttamente sulle arcate dentali che grazie alla loro particolare forma brevettata mantengono la mandibola in posizione di avanzamento durante il sonno.

Lo spostamento in avanti della mandibola permette infatti di mantenere pervie le vie aeree evitando il loro restringimento o collasso.

Il Somnodent è indicato:

  • per i pazienti con solo russamento per ridurlo o eliminarlo
  • per i pazienti con OSAS lieve o moderata
  • per i pazienti con OSAS che non tollerano la terapia con CPAP (maschera collegata a un ventilatore che mantiene una pressione positiva d’aria nelle vie aeree durante il sonno)

Apnea e bruxismo

Negli ultimi sono stati condotti una serie di studi che hanno evidenziato la correlazione tra le apnee notturne e il bruxismo, ossia la tendenza a serrare e digrignare i denti. Sembra infatti che i momenti di micro risveglio che avvengono al termine dell’apnea (possono essere numerosissimi nel corso di una notte) siano l’interruttore che fa scatenare il digrignamento.

Il bruxismo può creare grossi danni in bocca, per l’abnorme abrasione dei denti naturali, e può determinare la rottura di lavori protesici ed implantari a causa del forte stress a cui sono sottoposti.

Un apparecchio di avanzamento mandibolare come il Somnodent, dove indicato, permette di risolvere contemporaneamente e in modo semplice sia il problema delle apnee notturne sia il bruxismo, garantendo oltre a un miglioramento della salute generale, anche la maggior durata di denti e lavori protesici.

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