Non tutte le macchie nere sui denti sono carie

31 Luglio 2018

in Dalla Clinica, I consigli del dentista

Spesso il motivo per cui ricevo in prima visita bambini molto molto piccoli è per la comparsa sui dentini appena spuntati di macchioline nere diffuse, e per lo più lineari (come nella foto sottostante), che allarmano i genitori perché vengono da loro interpretate come carie. 

Non tutto quello che è una macchiolina nera sui denti deve per forza essere una carie: in questo caso si tratta infatti di “black stains”.

I black stains sono puntini neri ad aspetto lineare tipicamente non coalescenti (cioè non uniti tra loro) che si depositano lungo il margine gengivale dei denti, talvolta alla base delle cuspidi e a livello dei solchi delle superfici masticanti.

 

Macchie o puntini neri sui denti: i black stains

Ma cosa sono i black stains e perché compaiono? La loro manifestazione è dovuta alla presenza di batteri cromogeni, ovvero produttori di sostanze colorate scure. Comunemente e impropriamente questo aspetto viene chiamato “funghetto”, ma di funghi NON si tratta.

I primi studi (Slots, 1974) volti alla ricerca della composizione dei microrganismi presenti nella flora batterica orale dei pazienti (bambini e adulti) che presentavano questi black stains evidenziarono una caratteristica e relativamente stabile presenza (90%) di Actinomyces spp., un batterio della famiglia dei gram positivi che si sviluppa in forme filamentose simil-fungine, ma costituito da strutture intracellulari tipiche dei batteri e non dei miceti.

L’immagine rilevata dal microscopio elettronico mostra come tali depositi siano costituiti da microrganismi incorporati in una rete filamentosa e granulare, che contengono un’alta percentuale di calcio e fosfato e sali di ferro insolubili, responsabili del tipico colore nero di questi puntini.

In letteratura si trovano lavori dai risultati non concordi circa l’affermazione che le persone che presentano questa particolare microflora siano meno suscettibili alla formazione di carie.

È dimostrato che nella microflora orale di persone che presentano i black stains, le quote di batteri responsabili dell’insorgenza e del mantenimento del processo carioso nel tempo (rispettivamente Streptococco Mutans e Lactobacillo Acidophilus) siano notevolmente basse, ma ciò costituisce un fattore “di protezione” relativo nel complesso sistema che è la malattia cariosa.

Come spiegato nell’articolo sulla cario-recettività, a concorrere all’insorgenza della malattia cariosa giocano il loro ruolo circa una ventina di fattori, non solo “saliva-placca correlati”. Pertanto, possiamo comprendere come questo tipo di microflora sia una carta a nostro favore (ma sfavorevole dal punto di vista estetico) all’interno della rosa delle variabili in gioco.

Come rimuovere e contrastare i black stains

black stains si presentano soprattutto in giovane età, si possono rimuovere con una seduta di igiene professionale ma tendono frequentemente a ripresentarsi.

Un valido aiuto nel contrastare la deposizione di queste sostanze sulla superficie dentale, che sottolineo essere soltanto una noia estetica e non patologia, è l’assunzione di preparati (colluttori o compresse orosolubili) a base di Lattoferrina e Biotina.

La Lattoferrina è una proteina normalmente presente nella saliva che aiuta a combattere le infiammazioni gengivali contrastando selettivamente l’attività dei batteri cattivi e favorendo quella dei batteri buoni (e risulta particolarmente carente in pazienti che presentano black stains e infiammazioni gengivali). La Biotina è una vitamina del gruppo B importantissima per la salute delle mucose (quindi particolarmente adatta ad esempio a favorire la guarigione delle afte e a prevenirne l’insorgenza). La sinergia di queste sostanze si è dimostrata particolarmente efficace nel contrastare la ricomparsa dei black stains, ma anche i cambiamenti spontanei nel tempo della microflora orale possono portare all’interruzione della deposizione delle sostanze cromogene.

Autore

Laureata con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Padova nel 2012. Conseguito Master di II livello in Sedazione ed Emergenze in Odontoiatria presso l’Università degli Studi di Padova sotto la guida del Prof. G. Manani e del Prof. E. Facco. Presso la stessa Università collabora con il Prof. E. Facco in materia anestesiologica e con il Prof. S. Mazzoleni in ambito pedodontico.
Dal 2011 svolge attività di Pedodonzia presso il reparto di Pedodonzia dell’Ospedale S. Giacomo di Castelfranco Veneto.