Prevenzione e consigli utili

16 Luglio 2020

in I consigli del dentista, Le cose giuste

 

In questo articolo parliamo della malattia cariosa che colpisce i bambini nella prima infanzia, un fenomeno spesso sottovalutato ma che se trascurata può condurre a conseguenze spiacevoli, sia a livello strutturale che funzionale.

Scopri quali sono le cause della carie della prima infanzia e come prevenirne la formazione evitando spiacevoli complicazioni al tuo bambino.

Cos’è la carie della prima infanzia?

La carie della prima infanzia, spesso nota come sindrome da biberon, è una manifestazione precoce della malattia cariosa che può svilupparsi nei bambini di età inferiore ai 6 anni e colpire i denti decidui (ovvero non permanenti).

Come abbiamo ricordato più volte la malattia cariosa è causata da un insieme di fattori, nel caso della dentatura decidua una delle cause primarie è l’assunzione eccessiva di bevande zuccherate offerte al bambino attraverso il biberon in presenza della dentatura (anche non completa), da qui il nome di sindrome da biberon.

Sono infatti gli zuccheri in quantità eccessiva ad accelerare questa patologia. Zuccheri che possono provenire dalla somministrazione a richiesta di bevande quali latte materno o di origine animale, succhi, camomille e tisane orosolubili, infusi zuccherati o sostituti del latte (come bevande a base di riso, avena, soia, anche senza aggiunta di zuccheri), ma anche attraverso l’utilizzo del ciuccio immerso nello zucchero o nel miele.

La forte presenza di zucchero crea nel cavo orale un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri e alla loro attività metabolica, ovvero alla produzione di acidi che indeboliscono lo smalto dentale, causando danni che se ignorati possono peggiorare e portare a complicazioni.

Carie precoce: perché di notte è peggio?

Oltre alla frequenza nell’assunzione di zuccheri, un fattore scatenante è rappresentato dal momento della giornata in cui questi vengono assunti. Se infatti queste sostanze vengono offerte al bambino prima di dormire e senza una successiva igiene orale, il rischio di formazione della carie è molto più elevato.
Questo soprattutto perché di notte la produzione di saliva, che esercita una forte azione detergente e protettiva del cavo orale, diminuisce bruscamente. Ad esempio per un uomo adulto si passa da 1,5 l di saliva prodotti durante il dì (l’equivalente di una bottiglia), ai soli 40 ml della notte (ovvero l’equivalente di una tazzina da caffè).

Le conseguenze della carie dei denti da latte

Le lesioni provocate dalla carie si manifestano come erosioni che colpiscono il margine cervicale del dente, ovvero il bordo del dente vicino alle gengive. Queste si manifestano dapprima come aree biancastre (indice di una mancanza di calcio) per poi proseguire, se l’abitudine si protrae e non vengono presi provvedimenti, in erosioni via via sempre più profonde che vanno a indebolire la corona dentale e scoprire la parte interna del dente.

In alcuni casi l’erosione è così pronunciata che anche un piccolo trauma fisico può causare la frattura del dente. Nel peggiore dei casi questo può esporre ad attacchi batterici la parte più interna e sensibile del dente, con complicazioni dolorose e gravi.

Come combattere la carie precoci della prima infanzia

Anche in questo caso conoscenza e prevenzione sono la miglior forma di controllo. Se è vero che la malattia cariosa è causata da diversi fattori e può presentarsi in modo diverso a secondo dei soggetti, una buona condotta alimentare e una corretta pulizia sono in ogni caso ottime abitudini di prevenzione.

Per prima cosa è dunque fondamentale abbandonare o moderare l’assunzione di bevande zuccherate e zuccheri, evitando in particolare le ore che precedono la notte.
In ogni caso prima di coricarsi e dopo ogni pasto, è indispensabile pulire il cavo orale del bambino, con spazzolino o anche con una garza imbevuta di acqua per togliere meccanicamente gli eventuali residui.

Tenere sotto controllo i denti decidui e prevenire la formazione di carie è molto importante per una serie di motivi, come:

  • evitare situazioni di dolore (anche importanti) e complesse da gestire nei bambini più piccoli
  • evitare danni strutturali: che potrebbero avere conseguenze anche a livello funzionale del linguaggio e della deglutizione
  • evitare un disagio psico-emotivo al bambino che nel caso di carie e frattura del dente, può sentirsi mutilato del sorriso (dato che i denti decidui saranno sostituiti da permanenti solo verso i 6-8 anni

Genitori e professionisti: prevenzione e controllo

 

Molto spesso arrivano in clinica bambini che hanno già riportato una frattura del dente e che quindi si trovano già in uno stadio molto avanzato di erosione e danno al dente. Insomma, ci si accorge del problema solo a danno fatto. Anticipare queste situazioni, grazie ad abitudini più sane e a una pulizia più attenta dei dentini, rappresenta il primo passo che unito a un controllo professionale periodico può scongiurare e mantenere in salute i denti decidui. Spesso sottovalutati perché temporanei, i dentini da latte svolgono invece un ruolo importante nella vita del bambino, nello sviluppo funzionale della masticazione e del linguaggio, ma anche nel benessere della dentizione futura.

Autore

Laureata con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Padova nel 2012. Conseguito Master di II livello in Sedazione ed Emergenze in Odontoiatria presso l’Università degli Studi di Padova sotto la guida del Prof. G. Manani e del Prof. E. Facco. Presso la stessa Università collabora con il Prof. E. Facco in materia anestesiologica e con il Prof. S. Mazzoleni in ambito pedodontico.
Dal 2011 svolge attività di Pedodonzia presso il reparto di Pedodonzia dell’Ospedale S. Giacomo di Castelfranco Veneto.