Cos’è la carie?

4 Marzo 2020

in Le cose giuste

La carie è una complicanza della malattia cariosa che causa il progressivo danneggiamento dei tessuti duri del dente (smalto e dentina). È provocata da diversi fattori che portano alla alla demineralizzazione degli strati protettivi del dente. Il processo, che solitamente ha un decorso lento, se trascurato può estendersi in profondità, fino a raggiungere e minacciare la parte vitale del dente. 

In questo articolo parliamo dei sintomi, della diagnosi e del trattamento della carie. Se desideri approfondire l’argomento, in particolare la differenza tra carie e malattia cariosa, leggi questo articolo: 

Carie e Malattia cariosa: intervenire sulle cause per una terapia completa

Gli stadi della carie: da quella superficiale alla carie perforante

La carie si sviluppa con maggiore frequenza sulle superfici più vulnerabili dei denti, ovvero la superficie occlusale (ovvero la faccia deputata alla masticazione dei cibi), il margine gengivale, la superficie interprossimale (ovvero le superfici tra dente e dente).

Come abbiamo detto quella cariosa è una patologia progressiva che tende a penetrare gli strati protettivi del dente. In base al suo grado di avanzamento, può essere definita:

 

  • Iniziale: solitamente riconoscibile per la formazione di una macchia biancastra sulle superficie dello smalto dentale. 
  • Superficiale: consumando il primo strato di dentina sotto allo smalto, la carie genera una cavità.
  • Profonda: la cavità si accresce, coinvolgendo l’intero strato dentinale.
  • Penetrante: la carie è penetrata in profondità, avvicinandosi al tessuto nervoso del dente.
  • Perforante: la carie ha raggiunto la polpa dentale, lasciando scoperte le terminazioni nervose del dente che risulta ora in grave pericolo. In questo caso si può infatti incorrere in pulpiti (infezioni della polpa dentale) e successiva perdita del dente.

Le complicanze della carie dunque possono essere anche molto gravi, determinando effetti come pulpite, ascesso dentale, cisti dentarie, granuloma dentale, gengivite e piorrea.

Diagnosi della carie: come si riconosce la carie

Nei primi stadi, la carie è asintomatica. Quando però la perforazione si spinge più in profondità, il processo carioso dà origine a disturbi come dolore, alitosi ed ipersensibilità dentinale.

La presenza e lo stadio di avanzamento della carie vengono riscontrati dal dentista durante la visita di controllo. Questo avviene tramite osservazione diretta, ma anche grazie all’utilizzo di esami radiografici che consentono di individuare eventuali cavità nascoste e soprattutto il grado di perforazione raggiunto dalla carie.

Anche in questo caso è bene ricordare che la carie è una manifestazione della malattia cariosa. Diagnosticare e trattare la singola carie non comporta la risoluzione del problema generale. Per questo in fase diagnostica è bene verificare tutti i fattori che hanno portato alla demineralizzazione dentale.

Il trattamento della carie

Per eliminare la carie, il dentista deve rimuovere le parti compromesse del dente per poi medicare l’area coinvolta e infine richiudere le cavità. Il trattamento dipende dalla gravità della lesione, possono essere utilizzati:

 

  • Trattamenti al fluoro: utili per contrastare la presenza iniziale di carie.
  • Otturazione: il trattamento più comune nei casi in cui la carie abbia già intaccato completamente lo smalto, ma non ha ancora raggiunto la polpa del dente. L’area lesionata viene curata e la cavità cariosa riempita con appositi materiali.
  • Corone: in presenza di un dente particolarmente indebolito può essere necessario utilizzare un rivestimento sintetico su misura che va a sostituire la corona del dente.
  • Devitalizzazione: viene praticata quando la carie è giunta in profondità e il danno ormai è irreversibile. Consiste nella rimozione della polpa dentale che viene sostituita da appositi materiali.
  • Estrazione: viene pratica nei casi estremi, quando il dente è compromesso e irrecuperabile e l’unica soluzione è appunto la sua rimozione.

Carie ai denti e malattia cariosa: non sono la stessa cosa

Se non trattata per tempo, la carie può causare dolore e danni molto seri, fino alla perdita del dente. È bene ricordare che trattare la carie non significa però curare la patologia cariosa per il quale il soggetto rimane a rischio. 

Questa distinzione risulta fondamentale a livello terapeutico. Se vuoi saperne di più, leggi questo articolo curato dal dott. Faggian e dedicato alla fondamentale differenziazione tra Carie e Malattia cariosa.